Corte di Rivalta

Corte di Rivalta è il marchio di alta qualità di Tomato Farm Spa, nato nel 2014, dalla ferma volontà del Gruppo Gavio, proprietario di Tomato Farm, di valorizzare, in un modo nuovo, le tante peculiarità del territorio tortonese e la sua eccezionale cucina

La storia

La storia

Il primo passo è stato quello di creare un marchio “Corte di Rivalta” che:

  • Raggruppasse le numerose specialità già presenti sul territorio, valorizzandole e portandole all’attenzione di una gamma di consumatori più vasta e particolarmente attenta alla qualità ed alla innovazione nel rispetto della tradizione;
  • Ricercasse coltivazioni legate alla tradizione del territorio ma, nello stesso tempo, innovative, attuali e con spiccate valenze salutistiche;
  • Divulgasse tecniche di coltivazione particolarmente rispettose dell’ambiente, della salute umana ed animale.

L’ideale baricentro del progetto è stato individuato nell’antico borgo di Rivalta Scrivia, immerso in una azienda agricola le cui strutture verranno, gradualmente, trasformate in un punto di ritrovo e di divulgazione:

  • Valorizzazione del cortile e dei porticati dell’azienda agricola per la creazione di spazi di divulgazione di tecniche di coltivazione;
  • Creazione di un un piccolo birrificio per la produzione della birra da maltazione dei cereali coltivati in azienda (Tritordeum in particolare);
  • Realizzazione di un piccolo mulino ed annesso panificio/pastificio per la macinazione e trasformazione dei cereali prodotti in azienda;
  • Realizzazione di un impianto pilota/dimostrativo di selezione/calibratura/perlatura di cereali e piante proteiche di produzione aziendale;
  • Realizzazione di spazi esterni dedicati al tempo libero, al relax ed al gioco;
  • Creazione di idonei spazi di commercializzazione delle eccellenze del territorio sia di produzione dell’azienda stessa che di altri produttori locali.

In linea più generale il progetto pone particolare attenzione alla valorizzazione del carattere storico del sito, delle specificità delle preesistenze evitando di stravolgere le antiche fruizioni che nel corso dei secoli hanno convissuto attraverso la creazione di forti legami spaziali e funzionali: religioso, di rappresentanza ed agricolo. Si può a tutti gli effetti parlare di operazione di pianificazione del territorio, dove si incontrano cultura e tradizione, vetrina del territorio, agricoltura innovativa.

L'Abbazia Cistercense di Santa Maria di Rivalta

L'Abbazia Cistercense di Santa Maria di Rivalta

L’edificio del 1200, tuttora destinato al culto, è al centro di una vasta azienda agricola a pochi chilometri da Tortona, sulla riva sinistra del torrente Scrivia nei pressi dell’incrocio di antiche strade Romane (via Emilia Scauri e Via Postumia) divenute, nel Medioevo, importanti vie di transito commerciale e di pellegrinaggio.

Le origini dell’Abbazia di Rivalta Scrivia risalgono al 16 gennaio del 1180 quando Folco, abate dell’Abbazia cistercense di Lucedio nel vercellese, promise ad Oberto, vescovo di Tortona di “facere ecclesiam de Ripaalta abbatiam” del proprio ordine e di rispettare i diritti della Chiesa di Tortona.
La chiesa la cui realizzazione ebbe termine attorno al 1260, fu costruita seguendo fedelmente i dettami dell’architettura cistercense sanciti da San Bernardo, che prevedeva estrema semplicità e linearità delle forme. La pianta è a croce latina con abside e cappelle laterali quadrangolari con volte a botte archiacuta. Si tratta di un edificio di notevoli dimensioni nonostante l’abbattimento di una delle quattro campate avvenuto verso la metà del 1600. Oggi misura 40 metri di lunghezza e 16 di larghezza in navata. Nel transetto di sinistra, in epoca recente, fu costruito da Carlo Vegezzi Bossi un organo a due tastiere di 38 registri e 27 pedali. Lo strumento fu collaudato nel novembre 1894 da Giuseppe Perosi, maestro di Cappella del duomo di Tortona, padre del più noto Lorenzo. Dalla metà del XVI secolo ad oggi è la Chiesa parrocchiale di Rivalta Scrivia ed ospita, nelle ampie sale laterali del monastero ed al piano superiore dove in origine era il dormitorio dei frati, una mostra permanente di “icone” provenienti da tutto il mondo. Nei giorni festivi la Chiesa è aperta e visitabile. All’entrata, preparate e volontarie guide, accompagnano i visitatori in un tour dell’intero complesso monumentale.

IL MONASTERO e PALAZZO AIROLI
Gli edifici monastici furono completati nel primi decenni del 1300. Del monastero sopravvive solo la sala capitolare in stile gotico-cistercense, che prendeva luce dal chiostro per mezzo di due trifore a piccole colonne binate con capitelli. La sala situata ad un livello inferiore rispetto al piano del corridoio che risale a quello di un chiostro molto più tardo (XVI-XVII secolo) è suddivisa in nove campate coperte da volte a crociera archiacute con ogive in cotto, sorrette da quattro colonne lapidee con capitelli e fasci circolari. Nel 1653 i beni del monastero passarono ad Agostino Airoli. Il nuovo proprietario nel 1654 fu investito del feudo di Rivalta con il titolo di Marchese ed iniziò la costruzione di una residenza nobiliare utilizzando anche parte del Monastero medioevale (l’ala dei conversi). Palazzo Airoli è un edificio imponente e molto bello circondato da un ampio parco, ben conservato, nel quale si possono trovare numerose piante secolari di una straordinaria bellezza.

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